Canà ci spiega il suo nuovo “Modulo a farfalla”

Ho fatto il bis!

Ho visto tutti e due i film più attesi di inizio anno uno dopo l’altro (“Io sono leggenda” sabato e “L’allenatore nel pallone 2” ieri).
Fine settimana altamente proficuo da un punto di vista cinematografico.
E molto divertente.

Il film riprende le vicende del celebre Oronzo Canà, “vate” della B-Zona, ben 25 anni dopo le vicende del primo capitolo.

Ancora una volta Canà, allontanatosi dal calcio per dedicarsi all’oleificio di famiglia, si ritrova alle prese con una Longobarda neopromossa che lotta per rimanere in serie A, nonostante gli intrallazzi del presidente Borlotti, figlio di quel commendator Borlotti che 25 anni prima aveva esonerato Canà, in seguito all’inattesa, quanto non voluta salvezza.
Oltre ai problemi calcistici, Canà deve far fronte a beghe coniugali, risalenti al periodo di un suo viaggio in Brasile, avvenuto subito dopo il suo precedente esonero dalla Longobarda.
A mettere in crisi ulteriormente l’Oronzo nazionale ci pensa Gioia Desideri, avvenente reporter locale che farebbe di tutto pur di realizzare lo scoop della sua vita.

La cosa più bella del film è stata vedere l’evoluzione dei vari personaggi che ruotavano nell’universo di Oronzo Canà già nel primo film.
Ritroviamo, infatti, la ormai leggendaria moglie Mara (Giuliana Calandra), la figlia Michelina(Stefania Spugnini), un tempo innamorata di Aristoteles e ora sposata con Fedele (Biagio Izzo), tutt’altro che fedele e Bergonzoni (Andrea Roncato), un tempo calciatore oggi procuratore di giovani stelle brasiliane e vecchie glorie dimenticate.
Tra i nuovi personaggi i già citati Fedele e la reporter Gioia Desideri (interpretata da Anna Falchi), oltre a Kiku, attaccante giapponese più propenso all’autogol che al gol.

Come nel primo film ci sono un’infinità di camei di personaggi noti appartenenti al mondo del calcio, da Del Piero a Totti, passando per Buffon, Galante, Amelia,Mazzone e il sempre presente Ciccio Graziani.
Camei anche per Ilaria D’Amico, Massimo Mauro, Mario Sconcerti, Piccinini, Mughini e altri giornalisti sportivi.
Piccola chicca: l’apparizione di un invecchiato ma sempre in forma Aristoteles (Urs Althaus).

L’allenatore nel pallone 2 è il film che ti aspetti di vedere, esilarante, senza impegno, adatto ad una serata spensierata.
Devo dire che, per quanto molto atteso, me lo aspettavo un pò sottotono rispetto al primo, invece mi sono felicemente ricreduto.
Per certi versi è pure più divertente.

In sostanza: andate a vederlo. Se L’allenatore nel pallone vi aveva divertito, allora questo vi divertirà di più!!!

P.S. Degna di nota la guardalinee, soprattutto nell’apparizione alla fine del film ;-) .

La Frase:
” Fraternitè, egalitè”
-“Li mortè”