Allucinazione Perversa

Attirati dai commenti di Filmup.com sul film in questione (media di 8,5), domenica sera, non avendo una mazza da fare, abbiamo deciso finalmente di vederlo.

Onestamente ero incuriosito anche dal fatto che molte scene di Allucinazione Perversa (film del 1990) avrebbero ispirato in parte l’universo di Silent Hill (effettivamente molte deformità immaginate da Jacob sono identiche ai mostri del videogioco).

Il film tratta di un reduce  del Vietnam che, sopravvissuto assieme a pochi altri al massacro del suo battaglione, comincia ad avere strane ed inquietanti allucinazioni che lo portano sulla soglia della follia.
In un intricato meccanismo di lucidità e follia si sviluppa la ricerca del perché di queste allucinazioni.

La trama di per sé è molto particolare e, per certi versi, ricorda un po’ il delirio di Vanilla Sky (a sua volta remake di Apri gli Occhi, girato nel 1997).
Tim Robbins (Mystic River) è piuttosto bravo ad interpretare lo schizzato consapevole di aver intrapreso una parabola discendente che lo porterà “all’inferno”, così come è bravo Danny Aiello (apparso anche in Slevin – Patto criminale) nei panni del pranoterapeuta amico di Jacob.

Detto ciò non posso non far notare come il film sia di una lentezza a dir poco esasperante, tanto da invalidare, a mio avviso, quanto di buono c’è nel film, vale a dire trama e regia (curata da Adrian Lyne).
Molti danno la colpa al fatto che il film sia arrivato in Italia “monco” di qualche scena allucinatoria, che a detta di qualcuno contribuisce a rendere più vivace la visione del film.
Ed effettivamente gli unici momenti di vero interesse in tutto il film sono appunto le scene delle allucinazioni di Tim Robbins, soprattutto quella in ospedale, che sembrano essere uscite da un videogioco della famosa saga della Konami.

In ogni caso se nella rete il film è così osannato tanto da apparire come un “cult”, qualche motivo ci sarà … ma io (come i miei amici) non l’ho colto proprio.

La Frase:
– “Hai mai letto Ekard?”
– “No”
– “Sei laureato in filosofia e non hai mai letto Ekard?… Beh, anche Ekard ha visto l’inferno. E sai che ha detto? La sola cosa che brucia all’inferno è la parte di te che rimane aggrappata alla vita. I ricordi, gli affetti… Ti bruciano via tutto. Non lo fanno per punirti, sostiene, ma per liberarti l’anima. A suo modo di vedere, se abbiamo paura di morire e ci aggrappiamo di più alla vita, vedremo i diavoli strapparcela via.
Ma se raggiungiamo la pace i diavoli diventeranno angeli che ci liberano dalle cose umane. E’ solo un problema d’approccio, capisci? Quindi: non preoccuparti. Ok?”.

Qui una delle scene tagliate (interessante soprattutto dal 5 minuto in poi ;) )

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