by Ivan

Syriana

Bob Barnes (George Clooney) è un agente della CIA che dopo anni di onorato servizio sul campo attende la meritata scrivania per godersi gli ultimi anni di lavoro e la famiglia.
Durante la sua ultima missione, l’uccisione di due trafficanti di armi, scompare però un missile Stinger, che va a finire nelle mani del secondogenito del principe d’Egitto, consigliato finanziariamente dal suo nuovo consulente (Matt Damon).
Al suo ritorno negli Stati Uniti il governo, in cambio dell’uccisione del principe, gli propone la tanto attesa promozione.
Bob che da sempre è stato convinto di operare per il bene della sua nazione accetta, ma quando arriva a Beirut uno dei suoi agganci lo tradisce e manda all’aria la missione.
Bob diventerà il capro espiatorio del fallimento della missione per la CIA, così quando cerca di capire cosa sia successo si rende conto di essere stato tradito dalla stessa organizzazione, quella CIA alla quale ha dedicato la propria vita.

La storia (tratta dal libro dell’ex agente della CIA Robert Bauer “See no evil”) è complicata così come i molti personaggi.
Si va da Bob, di cui abbiamo già parlato, al giovane principe egiziano riformista, che vorrebbe rompere gli accordi  economici con gli Stati Uniti e intraprenderne degli altri con la Cina, e per questo motivo considerato terrorista, al giovane promotore finanziario, che per il suo lavoro metterà da parte la famiglia nonostante la tragica scomparsa di un figlio, al gigante dell’energia americana, in conflitto con un giovane e ambizioso procuratore, agli  analisti governativi,  islamici terroristi, egiziani più o meno buoni.
Il tutto risulterà molto difficile da seguire perché tutte le storie dei vari personaggi si vanno intrecciando quasi senza un filo logico e quindi risulterà poco comprensibile o addirittura noioso.

Il film si sposta da un luogo all’altro, da un personaggio ad un altro, dallo spionaggio alla finanza rendendo difficile ogni connessione, ma ciò lo rende comunque un film giusto perché ci fa notare come tutte queste situazioni sono ormai incontrollabili dalla giustizia, dalla politica o da chiunque altro.
Il tutto affrontando temi di primo piano come la dipendenza degli USA dal petrolio estero, il rapporto tra padri e figli, il conflitto tra la famiglia e la politica, il problema dei riformisti islamici i quali per gli Stati Uniti andrebbero eliminati solo per poter mantenere un rapporto di prevalenza sul medio oriente.

Stephen Gaghan, regista del film, è riuscito a fare un ottimo lavoro di denuncia, ma proprio per questi suoi temi difficili il film è da vedere una volta sola ma con molta attenzione.
Buono il cast con le ottime interpretazioni  di Matt Damon, Jeffrey WrightChristopher PlummerAmanda Peet ma gran protagonista è George Clooney che si è calato benissimo nella parte dell’agente della CIA  vissuto e  stanco di lavorare trasformandosi da  sex symbol  a  bradipo, con quindici chili di  troppo e la barba lunga .
Film difficile per questo merita un voto almeno sufficiente che sarebbe potuto andare oltre se solo fosse stato meno lento.

La Frase:
-Metodo numero tre:  lo strappo delle unghie delle dita…..che ne dici Bob il numero tre ti gusta?

Trailer (inglese)