American Gangster

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Perchè non mi convince? Perchè non mi sta piacendo più di tanto? Sarà la voce di Pino Insegno che non sta bene su Denzel? Può essere. Perchè c’è Ridley Scott a dirigere e non uno specialista del genere, come Scorserse?! Perchè deve durare 160 minuti quando sarebbe stato perfetto farlo rientrare nei “canonici” 120? Questi sono solo alcuni dei “perchè” che mi sono venuti in mente durante la visione di American Gangster.

TRAMA:
New York, anni Settanta. Frank Lucas (Denzel Washington) è il tranquillo autista di uno dei più importanti boss della malavita afroamericana della città. Alla morte dell’uomo, Frank prende il suo posto e decide di dare vita alla sua personalissima versione del sogno americano. Mantenendo un basso profilo ed una stringente etica professionale, Frank Lucas diventa in breve tempo il primo trafficante di droga di New York, riuscendo a far arrivare eroina purissima a prezzi concorrenziali contrabbandandola direttamente dall’Asia all’interno delle bare dei soldati morti in Vietnam. Lucas riesce presto a debellare tutta la concorrenza e ad entrare con attività di facciata nel mondo che conta in città. Ma il detective Richie Roberts (Russel Crowe) si accorge che qualcosa è cambiato nel controllo del traffico di droga, e presto capisce che c’è in giro un nuovo boss, che è stato in grado di rimpiazzare lo status quo della malavita newyorkese. Roberts ha anche l’intuizione che lo porterà a capire che il nuovo boss è nero e che la sua strada e quella di Lucas si incroceranno presto…

CONSIDERAZIONI FINALI:
Vorrei precisare che alla fine il film non è poi così tanto male e che i punti di forza stanno proprio nella recitazione dei due protagonisti (Washington e Crowe) e degli attori comprimari (Josh Brolin su tutti). Salvo anche le scenografie (giusta la nomination ai prossimi Oscar) e una brava “e bella” Carla Cugino che nel film interpreta la moglie di Russel Crowe. Purtroppo la storia, anche se realmente accaduta, non aggiunge nulla di nuovo e non riesce a catturare lo spettatore come dovrebbe. Riassumendo in due parole, alla fine il film da solo la sensazione di… “già visto”.

VOTO: 6

La Frase:
“Le cose sono due a questo mondo: o sei qualcuno o non sei nessuno”

-Trailer (in italiano)-