I Vicerè

I Viceré, tratto dall’omonimo romanzo (datato 1894) di Federico De Roberto, narra le sorti, all’alba dell’unificazione d’Italia, di un’antica famiglia nobile catanese di origine spagnola, gli Uzeda di Francalanza, che devono far fronte ai cambiamenti della storia e all’evoluzione della situzione politica e sociale dell’Italia nella seconda metà dell’Ottocento.

La storia, narrata dal punto di vista di Consalvo, primogenito del principe Giacomo (interpretato da un superbo Lando Buzzanca), autentico padre-padrone, ne segue le vicende dall’infanzia, segnata dalle crudeli punizioni di un padre padrone che dopo aver messo le mani sui beni di famiglia tratta quest’ultima come una sua proprietà disponendone a suo piacimento, fino alla maturità e alla vecchiaia, caratterizzate da un profondo senso di ribellione alla figura del padre, prima, e dalla nascita della consapevolezza di essere come lui, poi.

Da un punto di vista storico, si può notare uno stretto parallelo con la situazione politica italiana attuale.
Infatti nel film si succedono al potere prima i Borbone e poi i Savoia, ma la classe dirigente resta sostanzialmente immutata, tanto da vedere nel finale del film un Consalvo (Alessandro Preziosi) invecchiato (dice di avere 77 anni), ma ancora seduto in Parlamento (eletto per la prima volta intorno ai 30 anni). Si nota un’Italia già fondata sui compromessi (Consalvo che si fa eleggere nelle file della sinistra per convenienza, tendendo più di una mano alla Chiesa e alla destra, rappresentata dallo zio, Gaspare Uzeda, che lo appoggia nel suo cammino verso il Parlamento)

Il film è veramente ben girato. Ottimo il lavoro del regista Roberto Faenza, splendide le location, che mostrano una Catania di altri tempi, buona l’interpretazione degli attori, soprattutto di Lando Buzzanca, autentico tiranno della propria famiglia, tanto da deciderne i matrimoni a scapito della felicità della stessa. Buona anche la prova di Preziosi e di Cristiana Capotondi (l’arrendevole sorella di Consalvo, Teresa).

Assolutamente degni di nota i costumi della 3 volte premio Oscar Milena Canonero che permettono allo spettatore di addentrarsi ancora di più nell’atmosfera di fine Ottocento.

Assolutamente da vedere, il film risulta molto piacevole e per nulla pesante da seguire.

Le Frasi:
“Libertà è una parola che non significa niente, ma che accontenta tutti”
Ora che l’Italia
è fatta, dobbiamo farci gli affari nostri!
“Destra, sinistra, oggi non significano più niente”
“I padri operano per il  bene dei loro figli, non per la loro infelicità”